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Le specie appartenenti alla famiglia dei Lactobacilli che popolano l’apparato gastrointestinale umano sono numerose.
Le più rappresentate nell’intestino umano sono le seguenti:

  • L. acidophilus
  • L. bifidus o Bifidobacterium bifidum
  • L. brevis
  • L. buchneri
  • L. bulgaricus
  • L. casei
  • L. cellobiosus o Lactobacillus fermentum
  • L. leichmannii
  • L. plantarum
  • L. salivarius
  • L. sporogenes
  • L. vaginalis
  • L. reuteri

I Lattobacilli sono microrganismi a forma di bastoncello, aerobi facoltativi, raramente anaerobi obbligati, quasi sempre immobili.
Aerobi facoltativi significa che riescono a vivere in presenza o anche in assenza di ossigeno.

Il loro nome, oltre che alla forma (bacillo = bastoncello), fa riferimento alla loro capacità di fermentare gli zuccheri con produzione di acido lattico.
Sono molto esigenti dal punto di vista nutritivo, e per la crescita necessitano di substrati ricchi di glucosio, vitamine (soprattutto del complesso B), aminoacidi, acidi grassi e sali di ferro, magnesio e manganese).

Si sviluppano bene anche in ambiente debolmente acido, anzi il loro pH ottimale di crescita oscilla tra 5,5 e 6,2 ; sono però sensibili alla maggior parte degli antibiotici utilizzati per combattere le comuni infezioni da batteri gram-positivi.

I Lattobacilli sono presenti in molti vegetali, ma soprattutto si trovano in tanti prodotti alimentari di largo consumo, ad esempio lo yogurt, i formaggi (Svizzero, Grana, Parmigiano, Gorgonzola, ecc.), il sidro, i crauti, gli insaccati crudi, quali responsabili di alcune fermentazioni biologiche naturali, che conferiscono ai cibi caratteristici sapori ed aromi.

Questi batteri simbionti esplicano un gran numero di attività.
Tanto per incominciare i Lattobacilli partecipano enzimaticamente alla predigestione di alcuni componenti del cibo aumentandone la biodisponibilità: scindono, ad esempio, proteine e grassi in molecole più semplici (proteolisi e lipolisi) e convertono il lattosio in acido lattico.

PROTEOLISI:
Proteine ->Polipeptidi-> Aminoacidi
(proteinasi da lattobacilli) (polipeptidasi da lattobacilli)
LIPOLISI:
Trigliceridi -> Acidi grassi + glicerolo
(lipasi da lattobacilli)
TRASFORMAZIONE DEL LATTOSIO IN ACIDO LATTICO:
Lattosio ->Glucosio + galattosio
(lattasi da lattobacilli)
Glucosio -> Acido piruvico
(complesso enzimatico glicolitico da lattobacilli)
Acido piruvico -> Acido lattico
(lattico deidrogenasi da lattobacilli)

La trasformazione del lattosio in acido lattico è estremamente importante per tutti gli organismi che risultano intolleranti al lattosio:

l’intolleranza al lattosio è provocata da una carenza dell’enzima “lattasi” che trasforma il lattosio in glucosio e galattosio.


Quando una persona intollerante al lattosio beve un bel bicchiere di latte, tutto il lattosio qui presente rimane indigerito a fermentare nel colon con conseguente diarrea, meteorismo, eruttazione e crampi addominali.
L’enzima lattasi manca di solito nelle persone originarie dell’Europa del Sud, dell’Asia,o dell’Africa, paesi nei quali il latte non fa parte della dieta al momento dello svezzamento dei bambini.
Con il trascorrere delle generazioni, il fatto di non bere latte fa “dimenticare” al corpo come produrre l’enzima lattasi.
E’ noto che i Lattobacilli producono una lattasi che, a sua volta, aiuta a stimolare la produzione endogena di lattasi.
Questo significa che quando i Lattobacilli sono presenti in gran numero un individuo intollerante al lattosio può superare questo handicap, iniziando, per esempio, col consumare yogurt.

Il vantaggio di cui sopra non si ha con lo yogurt pastorizzato o con qualsiasi forma di yogurt che non contenga batteri attivi.
Molti produttori di yogurt pastorizzano ancora i loro prodotti una volta che è completato il processo di coltura.
Questo procedimento distrugge qualsiasi batterio patogeno che si annida nello yogurt, ma purtroppo anche i microrganismi usati per innescare la fermentazione.
Per questa ragione, anche se come organismi di coltura sono stati utilizzati i migliori batteri in assoluto, essi poi vengono distrutti dal processo di pastorizzazione.
Gli unici batteri che devono essere usati per preparare il vero yogurt sono il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus termophilus.
Ma, nella società contemporanea è più facile e meno costoso utilizzare batteri manipolati, concepiti per accorciare i tempi di produzione anziché utilizzare i ceppi naturali di L.bulgaricus e S.termophilus: il latte fermenta lo stesso, il risultato finale avrà un bell’aspetto e un ottimo gusto, ma senza la coltura starter giusta i benefici sulla salute andranno persi.
E poi c’è la moda degli yogurt alla frutta: innanzitutto la frutta aggiunta non è mai fresca; in secondo luogo lo zucchero della frutta piace ai batteri quanto agli essere umani, forse di più, tanto che ai batteri vivi piacerà di più buttarsi sullo zucchero della frutta che non darsi da fare a fermentare il latte.

Ma non è difficile ovviare a questi rischi ed inconvenienti: basta preparare lo yogurt in casa propria, con una semplice yogurtiera, a partire da ceppi starter di L. bulgaricus e S. termophilus venduti nella maggior parte dei negozi di prodotti dietetici o naturali.

Un’altra funzione importantissima dei Lattobacilli è la produzione di Vitamine del gruppo B, quali niacina, acido folico e piridoxina.
Le Vitamine sono prodotte in grandi quantità dalla nostra microflora intestinale soprattutto in caso di mancato apporto con la dieta.
La motivazione risiede nel fatto che queste vitamine sono essenziali alla vita presiedendo reazioni come la coagulazione o la produzione energetica.
La Vitamina B3 (acido nicotinico o niacina o vitamina PP) è prodotta direttamente dai batteri simbionti e particolarmente dai Lactobacilli a partire da NAD e NADP; mentre la Vitamina B8 (biotina) è sintetizzata solo quando manca l’enzima Biotinidasi.
Sia la Vitamina B3 che la B8 intervengono nel metabolismo energetico, precisamente nelle reazioni di ossidoriduzione della catena respiratoria e nel Ciclo di Krebs: ecco perché il ruolo svolto dai Lactobacilli deputati a sintetizzarle diventa fondamentale per la produzione e il rifornimento di energia.

A questo riguardo è significativo il fatto che spesso individui che lamentano sintomi quali stanchezza, astenia, svogliatezza superano brillantemente questi disturbi dopo una semplice integrazione con probiotici a base di Lactobacilli.

E non è da trascurare l’ipotesi ben suffragata che la Vitamina B3 (niacina) diminuisca l’immunogenicità degli alimenti grazie alla sua attività di catalizzazione dell’idrolisi proteica.

Il rapporto niacina/proteine presente negli alimenti sembra essere, infatti, uno dei fattori alla base delle reazioni avverse ai cibi: più il valore è alto, tanto minore è l’allergenicità degli stessi.
Quindi una microflora intestinale perfettamente funzionante capace di produrre adeguate quantità di niacina può aiutare a prevenire fenomeni di intolleranze alimentari.

Sicuramente una delle funzioni più importanti dei Lattobacilli è la loro azione antimicrobica.

Questa viene esplicata grazie alla produzione di sostanze quali il suddetto acido lattico e anche l’acido acetico che abbassando il pH ambientale rendono difficile l’insediameno di batteri patogeni.

Ma i Lactobacilli producono anche veri e propri antibiotici naturali, quali per esempio il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e una sostanza chiamata Acidofillina, e altre chiamate Acidolina, Lattobacillina, Lactocitidina.

Spesso queste sostanze non distruggono fisicamente il batterio patogeno, ma semmai lo inibiscono o lo mettono in fuga e tale azione inibitrice è, in alcuni casi, anche meglio della soppressione vera e propria perché quest’ultima potrebbe lasciare dietro di sé tossine e scorie; in altri casi questa strategia risulta essere addirittura l’unica possibile.

Per esempio l’attività antibiotica del Lactobacillus acidophilus è particolarmente attiva sia sui batteri Gram-positivi che Gram-negativi ma tale azione viene svolta in modo diverso per le due famiglie batteriche. Le adesine dei batteri Gram-negativi (le adesine sono sostanze con le quali i batteri patogeni aderiscono all’epitelio intestinale per poter penetrare in profondità) sono mascherate da un capside, cioè una capsula di rivestimento non essenziale alla sopravvivenza dei batteri stessi: per cui un antibiotico naturale che dovesse distruggere tali adesine, di fatto non ucciderebbe il batterio.

I batteri simbionti allora impediscono l’adesione e la moltiplicazione dei patogeni acidificando l’ambiente grazie alla produzione di Acido lattico che specificamente riduce la capacità adesiva e proliferativa. Al contrario le adesine dei Batteri Gram-positivi sono parte integrante della superficie batterica: in questo caso i batteri simbionti distruggono tali adesine, uccidendo direttamente il batterio patogeno.

I principali batteri patogeni inibiti dai Lattobacilli sono: Bacillus subtilis, Bacillus cereus, Candida albicans, Clostridium perfringens, Escherichia coli, Klebsiella pneumonite, Proteus vulgaris, Pseudomonas aeruginosa, Salmonella typhosa, Shigella dissenteriae, Staphylococcus aureus, Streptococcus fecalis

I Lactobacilli sono risultati essere estremamente efficaci anche nei confronti di infezioni virali.
E’ stato dimostrato che il L.acidophilus ha un potere antivirale nei confronti del Virus Herpes Simplex Labialis e Progenitalis (Don Weeks, New York University, 1983).

Per quanto la scienza non abbia ancora capito con precisione l’esatto meccanismo grazie al quale i batteri simbionti impediscono le complicazioni virali, il Dott. Emanuel Revici, fondatore dell’Istituto di Biologia Applicata di New York, ha ritenuto che un indizio può venire dalla gerarchia evolutiva dei microrganismi.
Alla luce del fatto che nella scala evolutiva i virus sono più antichi dei batteri, Revici ha ipotizzato che molte forme di batteri dovevano sviluppare dei metodi per controllare i virus in modo da proteggersi nella propria evoluzione.
Ovviamente, se tutti i batteri fossero alla mercè dei virus, i batteri, tanto quelli buoni che quelli cattivi, sarebbero scomparsi molto, molto tempo fa.
I fattori interni di controllo che i batteri amici hanno a propria disposizione per lavorare contro i virus non sono stati ancora completamente capiti.
Tuttavia sappiamo che i Lattobacilli producono grandi quantità di acido lattico e i virus non amano gli ambienti acidi.
Sappiamo che i Lattobacilli sono in grado di aumentare la temperatura del proprio territorio e i virus hanno difficoltà ad adattarsi a temperature elevate.
Sappiamo che i Lattobacilli producono determinati sottoprodotti come gli acidi grassi essenziali che non sono tollerati dai virus.
Inoltre una delle armi più potenti dei Lactobacilli nei confronti dei virus è sicuramente il perossido d’idrogeno.
Infine, i Lactobacilli, poiché aderiscono saldamente e specificamente alle mucose intestinali, le proteggono direttamente, con un effetto barriera, dalla possibile penetrazione invasiva di microrganismi indesiderati, oltre che in modo indiretto, per stimolazione delle difese immunitarie dell’ospite.

I Lattobacilli, quindi, svolgono un ruolo immunitario diretto combattendo i virus e i batteri nei modi suddetti.

Ma potenziano anche indirettamente il sistema immunitario: quando agenti patogeni esterni riescono a permeare le pareti dell’intestino e a penetrare nel flusso sanguigno, il sistema immunitario deve scattare in azione.
Fintanto che le pareti del tratto intestinale sono rivestite da forti colonie di batteri amici in ottima salute, questi microrganismi pericolosi non riescono a passare, alleggerendo così il carico di lavoro che grava sul sistema immunitario.

I Lactobacilli risultano essere meravigliosamente efficaci nelle Candidosi.

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